Emmecinque


Emmecinque -M5- significava, significa, Martin cinque tra cui il Paolo Buffo.

Buffo non c'è più, ci ha lasciati dopo essere stato coinvolto, anche se solo come contorno, in quella brutta storia che è il 'casoSofri', è servito, è stato usato, frantumato e lasciato andare, il costo della democrazia “dicono”.

Ma è tutta un'altra storia, ciao Paolo e grazie!

Emmecinque risale al 1984, lavoravo al Teatro dell'Elfo ed avevo proposto a Franco Quadri del Premio Riccione-Ater di realizzare una mostra sul lavoro di Dario Fo, eclettico autore, attore, pittore, scenografo e geniale persona, NON ancora Nobel, senza teatro boicottato da molti osteggiato da altri con una grande moglie-amica-complice: Franca Rame.

Franco Quadri aderì immediatamente alla proposta per cui mi misi al lavoro e realizzai la mostra : il teatro dell'occhio, (titolo di Emilio Tadini) era la prima mostra che realizzavo tanta ingenuità tanto lavoro tanta solidarietà alla fine anche un grande successo.

La mostra risultava prodotta dalla CGD società milanese di Mario Galli e Paolo Giacobone (ragazzi non vi ho mai ringraziato abbastanza), ma visto il successo e le innumerevoli richieste, soprattutto dall'estero, abbiamo appunto fondato emmecinque, (grazie allo stimolo di GianMaria Bianchi) che per un certo periodo produsse mostre e poi si allargò ad altri aspetti del teatro, con l'arrivo di Mimma Gallina geniale organizzatrice col difetto di voler fare tutto da sola.

Alla seconda edizione del festival di Chieri (da noi organizzato) incontrai GiannaFranco del Granserrraglio di Torino, fu in realtà un ri-incontro perchè ci eravamo già conosciuti quando dirigevo il teatro Ristori di Verona, grande Amore e conseguente apertura di un'altra storia tutta un'altra storia, ed emmecinque è restata a Mimma Gallina “da sola” come avrebbe sempre voluto, era il 1988.

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